arcoverbano.net

Arcieri del Verbano, del Cusio, dell'Ossola e della Valgrande

   giu 23

INTERNAZIONALI!!!

Gli Arcieri del VCO & Valgrande hanno una storia ricca di avvenimenti. Tra questi, siamo molto onorati di segnalare la partecipazione di alcuni nostri Arcieri a due eventi internazionali che hanno tenuto banco nelle scorse settimane.

Ai primi di giugno Andrea Fantoli e Nandor Keresztes con i loro archi storici hanno ben rappresentato l’Italia a un Torneo Internazionale che si è svolto a Istanbul, piazzandosi tra i primi 40. La manifestazione si è svolta in costume antico, e la parte del leone l’hanno fatta gli archi di foggia orientale, divisi in due categorie: quella degli archi costruiti secondo modalità tradizionali e utilizzando materiali naturali, e quella degli archi per così dire “modernizzati” con il ricorso a materiali artificiali. Quasi 300 Arcieri e Arciere provenienti da 28 nazioni si sono cimentati nei tiri alla targa in uno dei tanti campi sportivi della capitale turca, al centro del quartiere di Beyoglu, uno dei più antichi e pittoreschi della città. Il campo risale all’epoca bizantina, ed è situato sul sito di una delle palestre all’aperto preferite dagli imperatori romani. Oltre ai nostri due campioni, l’Italia era rappresentata da Elisabetta Orsini da Roma e da Gianni Graziano da Catania.

Non basta. Nello stesso periodo l’instancabile Igor Piantoni era in Austria, nella cornice assolutamente diversa delle competizioni internazionali IFAA. La pattuglia italiana alla Vorbereitungsturnier für die EBHC 2016, ovvero alla tre giorni preparatoria dei Campionati Europei Bowhunter del 2016, era composta da 3 soli Arcieri su circa 500 partecipanti. La competizione organizzata dalla Union Bogen Sport Verein Glemmtal, di altissimo livello agonistico, si è svolta nella incantevole cornice di Saalbach, una delle più belle e rinomate località delle Alpi austriache. Tre giorni di gara tesissima, in cui il nostro Campione ha tenuto botta alle difficoltà del campo con la sua ben rodata capacità di adattamento. Fino a concludere l’avventura con un sudatissimo secondo posto sul podio dell’arco ricurvo.

Igor sul podio.

Igor sul podio.

Complimenti ai nostri 3 amici, animati dal quel particolare spirito ludico che spinge gli Arcieri ad affrontare spese e fatiche per portare a casa in primo luogo la soddisfazione di dire: IO C’ERO!!!


   mag 20

CAMPIONE!!!

IGOR PIANTONI

Primo Campione IBHC nella categoria BOWHUNTER RECURVE

Arciere FIARC da più di trent’anni, con all’attivo un Albo d’oro di tutto rispetto, Igor Piantoni è Istruttore Nazionale e animatore di infiniti Corsi di Primo e Secondo Livello, oltre a Master di vario tipo.

Il prossimo weekend sarà impegnato sul nostro Campo di Tiro a Bureglio di Vignone per un CORSO MASTER  in collaborazione con la Musicoterapista dello Sport Agnese Piantoni.


   mag 20

NON SI FINISCE MAI DI IMPARARE

1 maggio: controllo materiali.

1 maggio: controllo materiali.

C’è gente che sostiene ostinatamente che in FIARC lo spirito ludico non esiste, che se esisteva è morto, che non è mai esistito. Avrei voluto che alcuni di questi “campioni” di autoincensamento passassero due giornate di gara con me e con le altre centinaia che si sono accaniti a tirar frecce sui campi del I° IHBC – Italian Bow Hunter Championship, svoltosi nel primo weekend di maggio a Musiera di Telve, un incantevole sito nel cuore della Valsugana, altitudine della base logistica 1470 m.slm, punto più alto del campo di gara “B” 1696 m.slm. Non posso certo generalizzare; ma sono quasi sicuro che il motivo profondo per cui svariate centinaia di persone erano lì non fosse quello di vincere a tutti i costi e portare a casa medaglie, ma cercare un po’ di gioco nello sport che amiamo, tener duro fino alla fine, godersi la bellezza dei boschi in pieno risveglio, incontrare persone, voler bene e volersi bene.

Il podio del Ricurvo Maschile.

Il podio del Ricurvo Maschile.

Non posso generalizzare; ma è certo che in qualsiasi gara uno solo vince e tutti gli altri perdono: non avrebbe nessun senso la partecipazione a una gara per tutti quelli (e in alcune categorie sono centinaia) che nemmeno si avvicinano al podio. Non generalizzo; so bene che molti Arcieri e Arciere, anche nella 01 VERB, prendono molto sul serio la competizione e usano le gare per misurare la loro capacità e competenza: ma anche queste splendide persone sanno bene che esiste la giornata down, che esiste il momento negativo, che esiste il tiro imprendibile, e accettano la loro dimensione umana magari con un po’ di malinconia, ma sicuramente con una buona dose di umiltà.

La pattuglia 15.

2 maggio: la pattuglia 15.

Quella minoranza di saputelli che si ostinano a dir la loro su tutto e su tutti, vorrei che si confrontasse ad esempio con la teoria del jolly, che ho scoperto proprio a Telve, mentre cercavo di metter frecce a segno in compagnia della pattuglia 15, composta da Pierluigi Angioletti (04BUBU), Gian Mario Maffioletti (04DEAR), Giuseppe Capponi (10ASKA), Piero Luigi Giupponi (04ANEL), Thomas Condi (08LUPI), Ermanno Bortolotti (04OWLS), e Giuliano Meroni (04ARCH). Non si finisce mai di imparare: ho potuto verificare con i miei occhi che agli arcieri normali, quelli per intenderci che non fanno mai il primo, e neanche il secondo, e tanto meno il terzo, la sorte regala a inizio gara un mazzo di carte con i suoi 4 jolly. Così, quando dopo una serie di zeri ci prendi di striscio, o fai spot di riga, ti sei giocato il jolly, e poiché le carte sono 44, non è detto che dopo non ti capiti ancora. Può succedere che a fine gara i jolly siano stati cinque o sei, o addirittura otto, e perfino due sulla stessa sagoma: in questo caso, con un rapido gioco di prestigio, l’autore del colpo si è impadronito dei jolly altrui, o meglio ancora qualcuno dei suoi concorrenti, mosso a pietà, gli ha regalato i suoi.

La pattuglia 4.

3 maggio: la pattuglia 4.

La stessa teoria, unita a un modo ancor più scanzonato di prendere la gara nonostante il peggioramento climatico e la pessima posizione in classifica, l’ho vista applicata il giorno dopo in compagnia della pattuglia 4, composta da Gian Mario Maffioletti (04DEAR), Pasquale Rizzello (04TBOW), Pietro Morini (081111) e Matteo Gherardi (04ANEL). Non esagero: in nessuna delle centinaia di gare a cui ho partecipato in questi 20 anni di FIARC ho trovato un gruppo di persone così allegramente scanzonate nonostante il risultato, e soprattutto così attente e disponibili alle difficoltà di uno dei compagni. Ci sarebbero decine di aneddoti da citare, ma c’è solo lo spazio per dire il mio personalissimo grazie a questa dozzina di persone, e per citare oltre ai miei compagni di gara l’ottimo Giuseppe Puliserti della 01GATT, che, incontrato alla base logistica al momento dell’addio, ci ha voluto salutare regalando a me e a Mirella qualcuno uno dei suoi bellissimi acquarelli.

Il logo della manifestazione con i partecipanti della 01VERB.

Il logo della manifestazione con i partecipanti della 01VERB.

Ovviamente, il GRAZIE più grande va alla mia Compagnia Arcieri del VCO & Valgrande, che era presente in massa, con dieci partecipanti adulti e tre ragazzi.

L’IHBC di Telve si è articolato su due giornate di gara, seguendo le regole internazionali dettate dall’IFAA (International Field Archery Association). Uno splendido modo di interpretare il Tiro con l’arco: primo giorno il 3D Standard Round (2 frecce sullo stesso bersaglio da due picchetti diversi), secondo giorno il 3D Hunting Round (1 freccia). 28 piazzole, pattuglie da 8 arcieri, si tira a coppie da picchetti simmetrici verso bersagli disposti in linea con i rispettivi picchetti. Distanze maggiori che in FIARC, e rigorosamente sconosciute. Niente tiri a tempo, niente tiri in ginocchio. La Compagnia Arcieri del Moronar (05POVO) ha impiantato due campi di gara assolutamente spettacolari, ed allestito punti di ristoro in posizione strategica.

Una parte dei campi di gara.

Una parte dei campi di gara.

Dunque, una esperienza assolutamente entusiasmante sotto moltissimi profili: bella la gente, bello il posto, belle le gare. E però vorrei concludere citando due o tre dettagli che hanno stonato non poco con l’insieme. Il primo appunto riguarda quello che il Presidente FIARC uscente Alessandro Salvanti ha definito “spirito sportivo”: se c’è va tutto bene, ma quando manca per colpa, non si può girare la faccia dall’altra parte. Due esempi, a mio parere gravi e meritevoli di severe sanzioni. Sul percorso B del primo giorno la maggior parte degli arcieri di una pattuglia ha deliberatamente usato male il tempo a disposizione per il tiro, tanto che verso metà gara c’era alle sue spalle una coda di tre pattuglie in attesa. Sul percorso A del primo giorno uno degli accompagnatori dei Cuccioli era un genitore (vietatissimo) che dopo aver accuratamente binocolato con un attrezzo alquanto sospetto suggeriva le distanze al figlio (vietatissimo). Ce ne sarebbero altri, pochi in verità ma tali da stancare chi ci ha dovuto sbattere la faccia. Dunque, un consiglio a chi avrà la prossima volta il compito di gestire la manifestazione: evita di non dettare regole, se poi non hai i mezzi per farle rispettare.

Si tira in coppia.

Si tira in coppia.

Il secondo appunto va alla visibilità dei membri dell’organizzazione, pur estremamente disponibili e presenti in massa sui campi di gara, e non solo (come qualcuno spesso dice) ai punti ristoro. Purtroppo l’abbigliamento dei bravissimi Arcieri del Moronar era tale da mimetizzarsi nel contesto, e spesso ti accorgevi della loro presenza solo quando gli arrivavi vicino. Secondo consiglio, peraltro ricavato dalle regole IFAA: la prossima volta, per far sì che se qualcuno per qualsiasi motivo avesse bisogno di qualcosa potrà individuare facilmente i suoi soccorritori, dotatevi di abbigliamento più vistoso.

Musiera di Telve.

Musiera di Telve.

Infine una domanda, che però riguarda in genere qualsiasi tipo di “Campionato”: perché mai gli Arcieri pagano una quota quasi doppia rispetto alle altre gare se poi oltre a doversi mantenere devono pagarsi anche il ristoro? Con tutto il rispetto per la perfetta logistica del Campionato di Telve, e per l’intelligente trovata del buono a scalare, possibile che i conti di simili eventi siano talmente in rosso da non poter permettere le abituali (e per quanto riguarda la 01VERB abbondantissime) elargizioni? A chiunque tocchi dalla prossima estate gestire la nostra amata FIARC, credo proprio che sarà il caso di mettere mano a questo non trascurabile dettaglio.

LE FOTO DELL’EVENTO NELL’APPOSITA SEZIONE DEL SITO


   apr 08

CORSI DI TIRO CON L’ARCO

AVVISO IMPORTANTE

Il nuovo Corso per gli appasssionati di Tiro con l’Arco del Verbano Cusio Ossola partirà

SABATO 18 APRILE 2015

con inizio alle ore 14.00 presso la Palestra Cadorna di Verbania.

Sono previste 7-8 lezioni teorico-pratiche impartite da Istruttori Federali, che impegneranno qualche week-end. Il calendario esatto sarà comunicato a chi si iscrive e divulgato sul sito.

In una prima fase forniremo noi l’attrezzatura minima. E’ consigliabile infatti evitare acquisti incauti; una volta definite le proprie caratteristiche agli iscritti sarà richiesto l’acquisto almeno delle proprie frecce, o il noleggio se si continuano a usare quelle della nostra Scuola di tiro.

Il costo del Corso, inclusa la tessera FIARC comprensiva di assicurazione e valida fino al 31 dicembre 2015, è di 100 euro per i nati prima dell’ 1 gennaio 1998 e di 90 euro per i nati dall’ 1 gennaio 1998. Le iscrizioni e le quote saranno raccolte durante il primo incontro dal Segretario per l’immediato inoltro in Federazione.

Staff di Compagnia al campo.

Staff di Compagnia al campo.


   mar 20

LASSÙ QUALCUNO CI AMA

18

Un momento della ricognizione pre-gara.

Le previsioni meteo per sabato 14 marzo erano quanto di peggio avessimo visto in questo insolito inverno. Ciononostante, la 01 VERB non si è persa di coraggio e come da copione sabato mattina di buon’ora gli Arcieri della STP al completo più un paio di new entry si sono accinti all’opera di buona lena. Metter giù una gara infatti non è cosa da poco, e se dovesse piovere diventa una impresa da titani. Ma evidentemente lassù qualcuno ci ama: nella bella cornice dei boschi di Trontano, a ridosso del Parco Nazionale Valgrande, quella mattina il clima era freddo e piovigginoso, ma sopportabile. A mezzogiorno era praticamente tutto pronto, compresa la logistica dell’accoglienza. Verso la fine della ricognizione pomeridiana spuntò perfino un raggio di sole, facendo ben sperare per l’indomani.

002

L’appello dei partecipanti.

La mattina di domenica 15 marzo la pioggia era invece tornata, ma non abbastanza forte da impedire alla folla dei partecipanti di gareggiare con lo spirito di sempre. Dopo il canonico predicozzo dei Capicaccia, presso la struttura dell’Area Feste messa a disposizione dalla Pro Loco di Trontano, gli Arcieri si sono sparsi sul terreno di gara, arco alla mano e frecce in faretra. A detta di tutti, la gara era davvero molto bella: i bersagli disposti in modo impegnativo ma non impossibile, il percorso non molto accidentato. Ciliegina sulla torta un punto di ristoro dove le “mamme” della 01 VERB hanno svolto il loro compito con l’abituale attenzione agli affamati ed assetati ospiti.

017

Un tiro ben ambientato.

Questo tipo di gara, la Battuta, rispetto alle altre previste dai Regolamenti FIARC prevede un gran numero di bersagli singoli dove all’arciere è data una sola possibilità. Un’altra particolare difficoltà è data dal fatto che almeno la metà di bersagli siano parzialmente nascosti nella vegetazione. L’abilità di chi organizza sta proprio nel disporre tiri quanto più accessibili agli Arcieri, senza trascurare di ambientare nella maniera più verosimile le sagome di animali selvatici che in FIARC usiamo come battifreccia.

066

Il podio dell’Arco Storico maschile.

Alle 15 circa, con gran soddisfazione dello staff tecnico perché tutto si era svolto senza incidenti, e soprattutto senza che Giove Pluvio si scatenasse, i partecipanti erano già fuori dal percorso, e la perfetta macchina organizzatrice pronta a stilare le classifiche delle 8 categorie, distinte nelle tre classi di età e nei due sessi. Su 108 partecipanti, sono stati dati premi a tutti i sette tra “cuccioli” e “scout” (minori di 18 anni); e a 32 adulti diversamente classificati nelle rispettive categorie. Senza dimenticare i due amabilissimi Capicaccia.

054

La Presidente Piera Vidoli con Igor (a sx) e Carlito (a dx).

Concludendo, il vostro umile cronista non può trascurare di dire un sonoro GRAZIE a chi ci ha onorato della sua presenza arrivando in Val Vigezzo da ogni angolo di Piemonte, Lombardia, Liguria, e perfino dalla lontana Emilia (153 iscritti, 108 presenti al via); ma anche e soprattutto a chi ha ideato la gara e l’ha resa possibile, uno squadrone di 23 tra Arciere e Arcieri della 01 VERB, capeggiati con l’ardore di sempre dalla nostra infaticabile Piera Vidoli.

Alla prossima, con la XXI edizione del Trofeo Valgrande, che si terrà a Vignone il 26 aprile.

(La classifica e le altre foto della gara si trovano nelle apposite sezioni del sito o sulla pagina facebook https://www.facebook.com/groups/61256970982/)