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Arcieri del Verbano, del Cusio, dell'Ossola e della Valgrande

   apr 08

CORSI DI TIRO CON L’ARCO

AVVISO IMPORTANTE

Il nuovo Corso per gli appasssionati di Tiro con l’Arco del Verbano Cusio Ossola partirà

SABATO 18 APRILE 2015

con inizio alle ore 14.00 presso la Palestra Cadorna di Verbania.

Sono previste 7-8 lezioni teorico-pratiche impartite da Istruttori Federali, che impegneranno qualche week-end. Il calendario esatto sarà comunicato a chi si iscrive e divulgato sul sito.

In una prima fase forniremo noi l’attrezzatura minima. E’ consigliabile infatti evitare acquisti incauti; una volta definite le proprie caratteristiche agli iscritti sarà richiesto l’acquisto almeno delle proprie frecce, o il noleggio se si continuano a usare quelle della nostra Scuola di tiro.

Il costo del Corso, inclusa la tessera FIARC comprensiva di assicurazione e valida fino al 31 dicembre 2015, è di 100 euro per i nati prima dell’ 1 gennaio 1998 e di 90 euro per i nati dall’ 1 gennaio 1998. Le iscrizioni e le quote saranno raccolte durante il primo incontro dal Segretario per l’immediato inoltro in Federazione.

Staff di Compagnia al campo.

Staff di Compagnia al campo.


   mar 20

LASSÙ QUALCUNO CI AMA

18

Un momento della ricognizione pre-gara.

Le previsioni meteo per sabato 14 marzo erano quanto di peggio avessimo visto in questo insolito inverno. Ciononostante, la 01 VERB non si è persa di coraggio e come da copione sabato mattina di buon’ora gli Arcieri della STP al completo più un paio di new entry si sono accinti all’opera di buona lena. Metter giù una gara infatti non è cosa da poco, e se dovesse piovere diventa una impresa da titani. Ma evidentemente lassù qualcuno ci ama: nella bella cornice dei boschi di Trontano, a ridosso del Parco Nazionale Valgrande, quella mattina il clima era freddo e piovigginoso, ma sopportabile. A mezzogiorno era praticamente tutto pronto, compresa la logistica dell’accoglienza. Verso la fine della ricognizione pomeridiana spuntò perfino un raggio di sole, facendo ben sperare per l’indomani.

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L’appello dei partecipanti.

La mattina di domenica 15 marzo la pioggia era invece tornata, ma non abbastanza forte da impedire alla folla dei partecipanti di gareggiare con lo spirito di sempre. Dopo il canonico predicozzo dei Capicaccia, presso la struttura dell’Area Feste messa a disposizione dalla Pro Loco di Trontano, gli Arcieri si sono sparsi sul terreno di gara, arco alla mano e frecce in faretra. A detta di tutti, la gara era davvero molto bella: i bersagli disposti in modo impegnativo ma non impossibile, il percorso non molto accidentato. Ciliegina sulla torta un punto di ristoro dove le “mamme” della 01 VERB hanno svolto il loro compito con l’abituale attenzione agli affamati ed assetati ospiti.

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Un tiro ben ambientato.

Questo tipo di gara, la Battuta, rispetto alle altre previste dai Regolamenti FIARC prevede un gran numero di bersagli singoli dove all’arciere è data una sola possibilità. Un’altra particolare difficoltà è data dal fatto che almeno la metà di bersagli siano parzialmente nascosti nella vegetazione. L’abilità di chi organizza sta proprio nel disporre tiri quanto più accessibili agli Arcieri, senza trascurare di ambientare nella maniera più verosimile le sagome di animali selvatici che in FIARC usiamo come battifreccia.

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Il podio dell’Arco Storico maschile.

Alle 15 circa, con gran soddisfazione dello staff tecnico perché tutto si era svolto senza incidenti, e soprattutto senza che Giove Pluvio si scatenasse, i partecipanti erano già fuori dal percorso, e la perfetta macchina organizzatrice pronta a stilare le classifiche delle 8 categorie, distinte nelle tre classi di età e nei due sessi. Su 108 partecipanti, sono stati dati premi a tutti i sette tra “cuccioli” e “scout” (minori di 18 anni); e a 32 adulti diversamente classificati nelle rispettive categorie. Senza dimenticare i due amabilissimi Capicaccia.

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La Presidente Piera Vidoli con Igor (a sx) e Carlito (a dx).

Concludendo, il vostro umile cronista non può trascurare di dire un sonoro GRAZIE a chi ci ha onorato della sua presenza arrivando in Val Vigezzo da ogni angolo di Piemonte, Lombardia, Liguria, e perfino dalla lontana Emilia (153 iscritti, 108 presenti al via); ma anche e soprattutto a chi ha ideato la gara e l’ha resa possibile, uno squadrone di 23 tra Arciere e Arcieri della 01 VERB, capeggiati con l’ardore di sempre dalla nostra infaticabile Piera Vidoli.

Alla prossima, con la XXI edizione del Trofeo Valgrande, che si terrà a Vignone il 26 aprile.

(La classifica e le altre foto della gara si trovano nelle apposite sezioni del sito o sulla pagina facebook https://www.facebook.com/groups/61256970982/)


   mar 11

FERVONO I PREPARATIVI

E così, si riparte: domenica 15 marzo apertura di stagione con la nostra prima gara del 2015, una Battuta FIARC nella smagliante cornice della Val Vigezzo. Come d’abitudine, ogni nuova gara è un’occasione per sperimentare nuove situazioni logistiche. Stavolta, con il sostegno della Pro Loco di Trontano (Comune del Parco Valgrande) e della locale Ammistrazione Comunale, avremo a disposizione una bella area di bosco nelle immediate vicinanze dell’Area Feste. La gara, stando alle premesse della vigilia, già si profila come un successo di partecipazione.

Il Tecnico di turno e i suoi scudieri.

Il Tecnico di turno e i suoi scudieri all’opera.

Fervono dunque i preparativi, perché organizzare una gara di Tiro con l’Arco di Campagna non è cosa facile, e necessita una accurata programmazione e molte uscite sul campo. La STP (Squadra Tecnica Posizionatori) è in perfetto assetto, e dopo una prima serie di generiche ricognizioni per prendere confidenza con il nuovo terreno, negli ultimi tre weekend sono stati progressivamente ideati i singoli tiri e il percorso di gara nella sua complessità. I bersagli e i materiali connessi alla gara sono già stati trasportati a Trontano, è stata puntualizzata la dotazione di viveri e scorte per ristoro e premiazioni. Infine, a cura del Tecnico di turno, affiancato dai fidi scudieri della STP, è stata realizzata la mappa definitiva in una apposita sessione rubata al tempo dell’allenamento in palestra.

Un gradito rientro: Simone Gemelli con il suo compound.

Un gradito rientro: Simone Gemelli con il suo compound.

Se il sabato ci si mette all’opera per tracciare la nostra gara, la 01VERB rimane comunque attiva più che mai la domenica sui campi altrui, partecipando in massa agli eventi sportivi in calendario. All’apertura del Campionato Interregionale FIARC 2015, 2 nostri esponenti erano presenti a Finale Ligure (Percorso 03FINA), dove è stata effettuata la premiazione del Campionato 2014 con l’ottimo risultato conseguito da Carlito Villa nell’Arco Storico e Roberto Ferrari nel Ricurvo Cuccioli. Quella stessa domenica, un nutrito gruppo di nostri atleti stava partecipando alla Gara Insubria della 04WOLF ad Azzate. Il 7 e l’8 febbraio eravamo una quindicina a Motta Visconti (Battuta 04TBOW), l’1 marzo in 22 alla Gara Insubria di Cascina Paradiso e in 4 a Mignanego (Round 3D 03STOR), e così via.

Insomma, in questo primo scorcio di stagione le emozioni non mancano, e sono tante le occasioni per tenere alto il profilo della 01VERB in perfetta sintonia con la sua storia più che ventennale. In bocca al lupo a tutte le Arciere e agli Arcieri iscritti alla gara ma anche e soprattutto alla intramontabile STP, bravi a organizzare e bravi a partecipare.

Alcuni esponenti dei mitici STP della 01VERB.

Alcuni esponenti dei mitici STP della 01VERB.


   feb 05

BACK TO FINALE LIGURE

Torno a casa, se così si può dire. Sono giusto vent’anni: una domenica di inizio febbraio del 1995 con il grande Carlo Montagnini e alcuni altri Arcieri del Verbano ci alzammo all’alba delle 5 e dopo un lungo e tortuoso percorso arrivammo dalle parti di Millesimo, dove si svolgeva la prima gara del Campionato Regionale Ligure-Piemontese di quell’anno organizzata dagli Arcieri della Grande Aqua. Da pochi mesi avevo iniziato a frequentare arcieri e archi, ma non ero ancora iscritto in FIARC; perciò quel giorno avevo l’incarico di fotografare e di filmare, cosa che feci con gran piacere nonostante il freddo cane. Purtroppo la fiducia malriposta in persone a cui prestai quel prezioso materiale mi impedisce di riguardare quelle vecchie scene, molte delle quali sono ancora impresse nella mia mente: il fuoco acceso in un vecchio fusto di metallo, la varietà degli impennaggi e degli abbigliamenti, il buon sapore della focaccia ligure calda al punto di ristoro, la cordialità delle persone che vedevo per la prima volta, indimenticabili protagonisti della vita FIARC. Tra tutti, l’inossidabile Angelo Trotta, e gli altri mirabili arcieri di Finale Ligure, che mi perdoneranno se non ho qui lo spazio per nominarli tutti.

1329483212.pngProprio in Liguria feci la mia prima vera gara da neofita, un’amichevole organizzata da una compagnia finalese nei pressi di Calizzano; e poi a seguire negli anni, frequentando i campi liguri ben più di quelli piemontesi e incontrando mitici e indimenticabili maestri come Vezio Puglia. Sono passati 20 anni, a ancora non conosco il motivo vero di questa scelta. Non credo di essere troppo lontano dalla verità se dico che alla fine la gara di Tiro con l’arco in Liguria era ed è per me, che come arciere valgo veramente poco, una splendida occasione per fare una gita in luoghi davvero straordinariamente belli e pieni di umanità. Da molti anni, almeno 6, mancavo da quella terra aspra e gentile, piena di sole e vento. E proprio per questo ho scelto con cura il luogo dovrei avrei inaugurato questa stagione che porterà la nostra Compagnia ad essere più presente che in passato sui campi di gara: un bel Tracciato FIARC organizzato in Località Le Manie di Finale Ligure dalla 03Finà.

La torre di Varigotti.

La torre di Varigotti.

Sabato 31 gennaio. Arriviamo in terra ligure nel primo pomeriggio, e senza fatica parcheggiamo il camper lungo l’Aurelia, tra Varigotti e Finale, in vista di un mare agitato e fascinoso. Una lunga passeggiata per sgranchire le gambe, una lauta cena al calduccio della nostra casa mobile e poi, scesa ormai la sera, ci avventuriamo tra i contrafforti dell’Appennino Ligure in cerca della destinazione. Lungo la strada troviamo tracce di grandine, ma per fortuna nel Campeggio “La Foresta” non ne è rimasta, e ci piazziamo per la notte. Al mattino il sole illumina un paesaggio incantevole di macchia mediterranea, mentre le auto dei primi concorrenti iniziano ad affollare lo sterrato. La prima persona che incontro è la mia carissima Liliana Swich, zia Lilly per gli amici, seguita a ruota dal collega di tante avventure, Giacomo Swich; poi ecco Daniele Brancalion, Daniele Traverso, Anna Bonzani, e molti altri.

La base tattica del campo di tiro 03Finà alle Manie.

La base tattica del campo di tiro 03Finà alle Manie.

Dopo i preliminari alla base tattica del campo, dove ritrovo le colonne portanti degli Arcieri del Finale nel loro classico giubetto rosso, si comincia subito con un tiraccio impegnativo: tre stambecchi in direzione sud-est, ovvero da tirare con il sole negli occhi. Grazie a Dio, anche stavolta ci accompagna una pattuglia di gente tranquilla e senza grilli per la testa, bravissimi e concentrati ma senza perdere il gusto di scherzare quando è il caso. E tanto pazienti con il mio incedere reso molto cauto dal sovrappeso.

In genere, in tutta la gara i tiri erano molto impegnativi. Ho sentito in più occasioni usare l’aggettivo “tecnica”, che a me pare un cortese eufemismo in luogo del più volgare “cazzuta”. In realtà, credo che la tipologia Tracciato abbia in sé la perversione dei 10 tiri a tempo e dei 10 in ginocchio; ma non so perché a fine gara tutti avevamo l’impressione che i tiri in ginocchio, o quelli dove per inquadrare il bersaglio dovevi per forza inginocchiarti anche se non era prescritto, fossero ben più dei 10 da regolamento. E che molti dei tiri a tempo erano stati disposti con generoso acume tecnico, o per dirla a modo mio (absit iniuria verbis) con estrema cazzutaggine. Ma poiché in definitiva non ce l’ha prescritto il medico di farci centinaia di chilometri per giocare a far gli Arcieri in quel di Finale, è sacrosanto accogliere di buon grado anche il raffinato sadismo dei nostri grandi amici della 03Finà.

La Pattuglia 24: Silvio Schiavi (01CICO), Mirella Vezzio (01VERB), Marina Vianzone (01LUPI), Pino Arpaia (01VERB), Antonello Carlone (01DAHU).

La Pattuglia 24.

Inutile dirlo, nonostante il predicozzo del Capocaccia nei confronti dei perditempo, ben presto la Pattuglia 24 (Silvio della 01CICO, Mirella della 01VERB, Marina della 01LUPI, Pino della 01VERB e Antonello della 01DAHU) si trova a dover capitanare un folto manipoli di arciere e arcieri della categoria “pazienti”, quelli che si assoggettano senza troppe menate a stare dietro a un tappo (per i meno avvezzi, ricordo che in Arcieria di Campagna chiamasi “tappo” un gruppo di persone che rallentano la tua avanzata di piazzola in piazzola). Tanto che avremmo potuto fare un unico pattuglione da venti, fermarci per una ricca mezz’ora o più, e poi ricominciare con riscaldamento e tiri di prova, per riprendere la gara senza intoppi. Ma il buon umore non mancava lo stesso, e non mancò nemmeno quando, in una delle prime piazzole, una freccia di Antonello svanì nel nulla. Sorte seguita ben presto da una delle mie, fermata dalla rete battifreccia e scomparsa ai suoi piedi, per non parlare poi dell’incredibile avventura occorsa alla piazzola 23 a due sue consorelle, accuratamente recuperate dai miei volenterosi compagni e però mai giunte a destinazione. Scomparse nel tragitto di ritorno dal bersaglio alla tabella di piazzola, probabilmente ad opera del classico “munaciello” napoletano o delle più autoctone “strie”, di cui si favoleggia la Liguria sia piena.

Piazzola 23.

La piazzola 23.

Ma senza scomodare vergini e santi, certamente è colpa mia, perché ero all’ultima piazzola e più che arco e frecce guardavo il mare ligure e assaporavo l’incanto degli ulivi sparsi sui pendii terrazzati, comodamente seduto (e finalmente!) sul classico muretto a secco, rimuginando le amate parole del grande poeta ligure Eugenio Montale: “Meriggiare pallido e assorto / presso un rovente muro d’orto… osservare tra frondi il palpitare / lontano di scaglie di mare… com’è tutta la vita e il suo travaglio / in questo seguitare una muraglia…” eccetera.

Errori, frecce perse, scarso punteggio, tutto scompare dietro la gioia di essere arrivato in fondo nonostante la fatica e di aver visto la mia compagna tirare (meglio di me) con il suo nuovo longbow e sfoggiare le sue bellissime frecce in legno costruite con amore dal grande Igor Piantoni. Lieta sorpresa, a fine gara un ricco piatto di polenta calda con salsiccia. Cosa vuoi di più dalla vita?

A fine gara, il mare.

A fine gara, il mare.


   gen 15

LE GARE DEL 2015

Pubblichiamo il calendario gare della nostra Compagnia e una utile tabella riepilogativa con le scadenze.

2015_Calendario Gare 01VERB

2015_Tabella gare e scadenze

ENJOY!!!

Il pattuglione 01VERB a Chioggia.

Il pattuglione 01VERB a Chioggia.

01VERB al podio.

01VERB al podio.