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Arcieri del Verbano, del Cusio, dell'Ossola e della Valgrande

   nov 02

CORSI DI TIRO CON L’ARCO

AVVISO IMPORTANTE

Il nuovo Corso per gli appasssionati di Tiro con l’Arco del Verbano Cusio Ossola partirà

SABATO 8 NOVEMBRE 2014

con inizio alle ore 14.00 presso la Palestra Cadorna di Verbania.

Sono previste 7-8 lezioni teorico-pratiche impartite da Istruttori Federali, che impegneranno qualche week-end. Il calendario esatto sarà comunicato a chi si iscrive e divulgato sul sito.

In una prima fase forniremo noi l’attrezzatura minima. E’ consigliabile infatti evitare acquisti incauti; una volta definite le proprie caratteristiche agli iscritti sarà richiesto l’acquisto almeno delle proprie frecce, o il noleggio se si continuano a usare quelle della nostra Scuola di tiro.

Il costo del Corso, inclusa la tessera FIARC comprensiva di assicurazione e valida fino al 31 dicembre 2014, è di 100 euro per i nati prima dell’ 1 gennaio 1998 e di 90 euro per i nati dall’1 gennaio 1998. Le iscrizioni e le quote saranno raccolte durante il primo incontro dal Segretario per l’immediato inoltro in Federazione.

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I VENT’ANNI DEL TROFEO VALGRANDE

Domenica 19 ottobre la ASD Arcieri del VCO & Valgrande ha festeggiato con grande emozione un grande traguardo.

A fine gara, polenta e spezzatino.

A fine gara, ricca polentata.

C’era una volta una piccola Compagnia di Arcieri, forse una ventina. L’idea di organizzare un evento sportivo aperto anche agli esterni, intitolandolo “Trofeo Valgrande”, venne quasi per caso, mentre si tornava da una delle escursioni presso le altre Compagnie piemontesi o liguri. La gara si svolse il 19 novembre del 1995 nei boschi a ridosso dell’abitato di Cavandone. I bersagli erano in parte su visuali di carta in parte sulle sagome appena acquistate con un notevole sforzo di autofinanziamento. Ricordo molto bene il clima della vigilia, e ancora meglio quello della tavolata a fine gara, con una splendida polentata imbandita nell’ex-casa parrocchiale della piccola frazione sul Monterosso. Tra i partecipanti, il Campione Italiano in carica Giovanni Pirovano, che ovviamente vinse il Trofeo, assegnato all’autore del massimo punteggio assoluto.

Frate Tuck al V valgrande.

Frate Tuck al IV valgrande.

Fu quella la prima volta che con grande gusto vestii i panni di Frate Tuck. Dalla seconda edizione in poi fui incaricato di gestire il ristoro e di sorvegliare il tiro su una piazzola speciale “fantasy”, coerentemente con un modo di intendere l’arcieria come attività principalmente ludica: nel secondo trofeo si doveva centrare il tappo di una botte, nel terzo la mela sulla testa di un fantoccio, nel quarto la scarsella di un Frate Tuck disegnato su un paglione mobile, e così via dicendo in una gara di fantasia che ha visto ad esempio per bersaglio un orso circondato da api o una scimmia saltellante; o nella XVII edizione il premio (un ferro di cavallo) attribuito al 17° punteggio assoluto. Per molti anni ci si è ritrovati la terza domenica di Novembre, quando i boschi sono ormai spogliati e la sfida maggiore è quella contro il freddo autunnale, e la pioggia tagliente che in molte occasioni, e specialmente nella XIX lo scorso anno, sferza partecipanti e organizzatori. Col passare degli anni la scadenza novembrina non fu più così rigorosa, e in due edizioni (la XVIII e la XX) furono scelti mesi diversi, ma sempre in autunno.

Il gadget del XIX Trofeo.

Il gadget del XIX Trofeo.

In molte occasioni il Trofeo è stato abbinato a gare valide per il Campionato Interregionale Ligure-Piemontese o più di recente a gare del Circuito Insubria, con grandissima affluenza di Arciere e Arcieri piemontesi, liguri e lombardi. In tutte le edizioni l’abbondanza e la varietà del ristoro costituiva, insieme alla cura delle ambientazioni dei tiri, l’altro punto d’onore della Compagnia. In molte edizioni ai partecipanti veniva regalato un gadget, in genere una patch di stoffa ricamata con il logo della Comunità Valgrande che fu per anni il nostro sponsor, oppure oggetti in legno, come fu l’anno scorso per festeggiare i vent’anni dalla fondazione, supportati per l’occasione dalla Casa del Legno di Trivero.

Arcieri al ristoro.

Arcieri al ristoro.

L’edizione di quest’anno, la Ventesima, ha costituito un vero record di partecipazione per i Trofei non abbinati a gare di campionato. Più di cento persone hanno affollato in una inconsueta giornata di sole il bosco demaniale di Vignone, dove il nostro Campo di Allenamento è stato allestito in una veste più consona alla sfida. La piazzola speciale, dove bisognava tagliare con la freccia uno spago a cui era appesa una bottiglia, è stata sistemata nei pressi del ristoro, dove veniva servito un buon sandwich caldo con salsicciotto e crauti, innaffiato da un ottimo Bonarda. Ovviamente non mancavano gli altri soliti articoli, dalla pancetta alle torte.

Piera in cucina.

Piera in cucina.

Mentre la Squadra Tecnico Pratica, dopo aver sistemato a puntino il percorso nei giorni precedenti, si occupava della sicurezza sul campo e della gestione del tiro speciale, una apposita sezione dello Staff capitanata dalla Presidentessa Piera Vidoli si è cimentata nella titanica impresa di cucinare 10 chili di pasta al sugo di carne, servita a fine gara a un centinaio di affamati reduci dalle imprese agonistiche.

Le abbondanti libagioni non hanno impedito di apprezzare la bravura dei contendenti ascesi al podio, e soprattutto quella di Domenico Barassi della 04DEER, vincitore del Trofeo realizzato per l’occasione da Igor Piantoni.

Alla 04DEER il XX Trofeo.

Alla 04DEER il XX Trofeo.


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AVVISO IMPORTANTE

A causa di impegni ludico-agonistici della nostra Pattuglia Istruttori

VENERDI 24 OTTOBRE

LA PALESTRA RESTERA’ CHIUSA.

Le attività riprenderanno come al solito il venerdì successivo.

Inaugurazione delle nuove felpe.

Inaugurazione delle nuove felpe.


   ott 17

IL LUPO PERDE IL PELO…

Non so più da quanti anni non facevo una gara di Campionato FIARC, e da quanto tempo non andavo in trasferta nella bellissima Toscana. L’occasione mi è stata data dalla decisione di formare una nutrita Squadra 01VERB per il Campionato Italiano 2015, e di conseguenza dalla necessità di fare entro la fine dell’anno le quattro gare necessarie per la qualificazione. Così, festeggiando i miei primi 20 anni con gli Arcieri del Verbano, sabato 11 ottobre abbiamo messo in marcia il fedele Dinghy 8 e ci siamo spupazzati 400 km per ritrovare, dopo tanti anni, l’impagabile ebbrezza di rompere e perdere frecce ansimando in piazzola dopo essersi scapicollati ripide salite e scivolose discese. Destinazione la piana di Firenze, dove ci attendeva una gara del tipo Percorso organizzata dalla Compagnia degli Arcieri del Rovo.

Targa all'ingresso del campo della 09ROVO.

Targa all’ingresso del campo.

La 09ROVO è una compagnia che potrei definire storica: è infatti attiva da 25 anni (la FIARC esiste da 30), e tra le sue tradizioni c’è quella di partecipare alle tipiche rievocazioni medievali in cui arco e arcieri fanno la loro bella figura. Ha inoltre una scuola regionale di tiro molto attiva. Il campo di allenamento si trova a Lastra a Signa, una località che mantiene il fascino delle vecchie cittadine toscane: situata tra l’Arno e le colline, a una decina di chilometri da Firenze, era rinomata in passato per la lavorazione della pietra (da qui il suo nome) e dei famosi cappelli di paglia fiorentini.

Sabato il tempo non prometteva nulla di buono. Al campo si arriva dopo un breve tratto di sterrato, ed per la gioia del Dinghy, che ha sempre molta nostalgia della Grecia, abbiamo agevolmente parcheggiato al margine di un uliveto. Dopo un’escursione a Scandicci a casa di amici, il meritato riposo sotto un’acquazzone da far tremare i polsi.

Al mattino ci sveglia il ronzio del generatore, e le chiacchiere dei primi arrivati. Ben presto mi do una sistemata e mi presento alla conferma iscritti, dove lo staff ha allestito un veloce punto colazione. Dopo tutti questi anni, quante facce sconosciute! un saluto e poche chiacchiere con Davide Grossi e con Tiziana Mecherelli, e poi la voce tonante di Marco chiama per l’appello pattuglie. Io sono alla 23, praticamente l’ultima a partire. Per fortuna, non piove.

Aquila Rossa al tiro.

Aquila Rossa al tiro.

Il percorso di gara si sviluppa intorno a una collina, di cui abbiamo subito dovuto risalire il fianco ovest. La prima piazzola era in discesa, a lato di una mulattiera che la pioggia notturna aveva reso molto scivolosa. Veloci convenevoli, armare l’arco, controllare le frecce, un minimo di ginnastica e poi, come da tradizione, primo al tiro. Piazzola a tempo, 25′, bersagli lontanissimi: li manco; per un pelo, ma li manco. In compenso, le frecce allestite con amore da Igor Piantoni qualche sera prima volano benissimo, raggiungono e perfino superano i 40 metri senza cadere a piombo. Segno (mi dicono gli esperti compagni di pattuglia) che non devo scoraggiarmi, che almeno so ancora tirare, anche se a dispetto di ogni regola tengo il gomito basso. Le piazzole si succedono senza fretta, anzi fin dalla terza (un bisonte in mezzo a un prato con un particolare gioco luce-ombra, freccia 3 in ginocchio), già siamo in coda dietro alla pattuglia che ci precede, che a sua volta è in coda dietro un’altra e così via. Quelli che ci seguono ci hanno già raggiunto (ma loro sono in 5 noi in 6, e abbiamo fatto due piazzole a tempo e una in ginocchio in stretta successione), e tra pochi tiri ci staranno praticamente per tutta la gara col fiato sul collo. Mi fermo qui: non voglio annoiare il mio unico lettore con le annose questioni sui “tappi”, condite dalle solite leggende metropolitane e dai borbottamenti contro i Capicaccia, che peraltro nulla possono contro la stupidità umana.

Nemmeno racconterò nel dettaglio lo svolgimento della gara, che era in genere molto impegnativa almeno per le mie deboli forze e per la mia del tutto inesistenze preparazione. Tralascerò di fare commenti sulle sagome troppo piccole messe a distanze troppo grandi: succede in tutte le gare, ed anche noi della 01VERB qualche volta ci lasciamo prendere la mano. Sorvolerò sui dettagli del punto ristoro, non mi occuperò nemmeno della premiazione, visto che dopo più di sei ore di gara, pieno di gioia per aver riportato a casa senza danni 8 frecce su 9, abbiamo approfittato della presenza del camper per rifocillarci con una spettacolare carbonara e dunque ci è arrivata solo una lontana eco degli applausi. Una parola però sulla durata della gara la vorrei dire, facendomi in questo portavoce di tutti i componenti della pattuglia, da quelli con maggiore anzianità ai più giovani arcieristicamente parlando: 6 ore e mezza sono un’esagerazione. Forse ho memoria corta, ma, via dal Campionato Italiano, non ricordo gare così lunghe. Forse in FIARC qualcosa è davvero cambiato, e in peggio. Riporto senza ulteriori commenti la teoria di un compagno di pattuglia iscritto dal 2009 (l’anno in cui ho lasciato i campi di gara) e dunque né troppo giovane né troppo vecchio: la FIARC si è riempita di “fighetti” che si prendono tutto il tempo perché puntano alla classifica e non al divertimento.

Invece, e proprio sul punto “stile di vita della tua pattuglia”, potrei passare il resto dei miei giorni a raccontare quanto sia stato fortunato ad incontrare, la prima volta dopo tanti anni, un gruppo di persone tranquille e motivate, allegre ma senza esagerare, corrette e disponibili. Fin dall’inizio, hanno accolto con pazienza i miei impedimenti fisici raccogliendomi le frecce fuori: tante, per fortuna quasi tutte nei pressi dei bersagli; ma il percorso era tale per cui se avessi fatto tutto il mio dovere di arciere e non il pelandrone avrei finito con il ritardare moltissimo la pattuglia. Persone di diversa età e caratteristiche, mediamente tutti arcieri molto più bravi di me e ben capaci di mettere a segno la maggior parte delle loro frecce, ma tutti sempre pronti a caricarmi quando, caso più unico che raro, ho messo frecce in tutte e tre le sagome; o quando, al contrario, le benedette frecce volavano drittissime verso il centro del bersaglio… sorvolando poi di pochi millimetri la schiena. Nessuno spazio per le vanterie, niente aneddoti di vita vissuta; poche le chiacchiere, soprattutto commenti (e sempre dopo aver tirato tutti) sui bersagli e sui tiri. Nessuna rivalità anzi molti incoraggiamenti, non dico nei miei confronti perché non faccio testo, ma nemmeno tra diretti concorrenti. Nella pattuglia 23 era del tutto assente quella fastidiosa sindrome dell’arciere che quando qualcosa va storto se la prende con l’universo mondo, a partire dal Capocaccia che ha abilitato un percorso così malfatto, eccetera.

A questa vera Signora Arciera, che ho scoperto essere praticamente una mia compaesana oltre che una quasi coetanea; a questi veri Signori Arcieri voglio dire un GRAZIE di cui spero apprezzeranno il significato profondo: Grazia, Giampaolo, Fedele, Carlo e Alfio, mi avete restituito la voglia di giocare.

La pattuglia 23.

La pattuglia 23.

Da sinistra: Pino Arpaia (7166 01VERB), Giampaolo Fabbri (17728 21FSTA), Fedele Brienza (30851 08MEDI), Grazia Impero (29484 08MEDI), Carlo Bartolini (26978 08TIME), Alfio Coco (15281 09ROVO).

servizio fotografico più ampio nell’apposita sezione (ARCOTECA)


   ott 03

CAMPAGNA TESSERAMENTI 2014-2015

Parte del CD della 01VERB

Parte del CD della 01VERB

Anche per la stagione appena iniziata abbiamo deciso di mantenere immutati i prezzi del tesseramento.

RINNOVI

Chi ha già la tessera, dovrà comunicare al più presto e non oltre il 9 novembre il suo desiderio di rinnovare o non rinnovare. Per evitare i soliti problemi, non accetteremo deroghe. Il Segretario sarà in palestra tutti i venerdì a partire dal 5 ottobre. In ogni caso, se non potete venire direttamente, fatevi sentire per email o per telefono.

Il costo della tessera FIARC è di 65 euro per i nati prima dell’1/1/1998 ovvero 25 euro per i nati dall’1/1/1998.

Il costo della tessera UISP è di 20 euro senza differenze di età.

Le quote devono essere versate entro e non oltre venerdì 14 novembre o direttamente al Segretario o mediante bonifico sul Conto Corrente Postale 33511288, Iban IT50E0760110100000033511288, intestato a Arpaia Giuseppe, indicando nella causale il proprio nominativo e la dicitura “rinnovo 2015″. Potete pagare anche con PostePay, se ce l’avete, ricaricando la nostra carta 4023600644299093, intestata al solito Arpaia Giuseppe.

NUOVE ISCRIZIONI PER I NEOFITI

Promuovete la nostra Associazione e sostenete il nostro sport!

Il Corso per i neofiti partirà a metà novembre. Sono previste 6-7 lezioni teorico-pratiche, il sabato pomeriggio. In una prima fase forniremo noi l’attrezzatura minima. Il calendario esatto sarà affisso in palestra e divulgato sul sito. In ogni caso, saranno ben accette le persone che si avvicineranno alla Compagnia durante gli incontri settimanali del venerdì sera, dalle ore 21:00 in avanti.

Il costo del Corso, inclusa la tessera FIARC, è di 100 euro per i nati prima dell’1/1/1998 e di 90 euro per i nati dall’1/1/1998. Modalità e tempi di versamento della quota saranno comunicate direttamente agli interessati.

NUOVE ISCRIZIONI PER I GIA’ PRATICANTI

Le persone che già hanno praticato il Tiro con l’Arco a livello amatoriale e che possiedono attrezzatura propria, sentiti gli Istruttori di Compagnia potranno saltare il Corso e fare direttamente la tessera UISP (valevole fino a tutto il 2015), allo stesso costo dei rinnovi (20 euro).

Chi invece intendesse lanciarsi nell’agonismo e partecipare alle Gare di Campionato Regionale, dovrà tesserarsi in FIARC (costo della tessera promozionale valida a tutto il 2015: 40 euro per i nati prima dell’1/1/1998, 30 euro per i nati dall’1/1/1998), fornendo il codice fiscale e un certificato medico per attività sportiva non agonistica.

Sia per i nuovi soci UISP che per quelli FIARC non c’è scadenza ultimativa.

Vi aspettiamo in palestra!!!